La vicenda dell’impianto di trattamento biologico (TMB) ha origine il 10 luglio 2002, quando il consiglio regionale del Lazio delibera il nuovo Piano regionale dei Rifiuti. Alla luce di questo nuovo Piano nel 2003 si incontrano Carlo Filippo Todini ( proprietario di centinaia di ettari di terreni all’Inviolata) ed il cosiddetto ras dei rifiuti Manlio Cerroni insieme al garante e comune amico Paolo Morelli (esponente politico di Guidonia).

Dopo quell’incontro una delibera del consiglio comunale di Guidonia approva la messa a disposizione della Regione Lazio il proprio territorio per ubicarvi un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti. Nel 2007 Piero Marrazzo, in qualità di Commissario Delegato per l’Emergenza ambientale del Lazio, approva il progetto di impianto TMB.

Nel 2010 l’Area VIA della Regione Lazio rilascia parere positivo di compatibilità ambientale al progetto TMB e sempre nello stesso anno la Regione Lazio rilascia l’AIA definitiva all’impianto stesso con annessa discarica di servizio. Nonostante L’ARPA Lazio nel 2011 abbia rilevato un vasto inquinamento sia nella falda sottostante la discarica dell’Inviolata sia nell’area dove dovrebbe sorgere l’impianto TMB ed “in barba” al successivo esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma dal CRA di Guidonia e Fonte Nuova, Cerroni va avanti nei lavori di costruzione dell’impianto grazie all’assenso dell’Amministrazione guidoniana oltre che all’autorizzazione regionale.

Nel 2014 avviene però un primo sequestro dell’impianto TMB in quanto privo di autorizzazione paesaggistica da parte del MIBAC (obbligatoria e necessaria in quanto “atto presupposto” per il rilascio dell’AIA regionale).

Contro tale atto Cerroni presenta ricorso ed ottiene dopo pochi mesi il dissequestro e nel luglio 2015 riceve il rinnovo dell’autorizzazione regionale al TMB. Dal 07 aprile 2016, in esecuzione della Sentenza della Sez.3 Penale n. 15832 del 04/03/2015, è stato sancito che l’AIA, cui fa riferimento la Determinazione Regionale 2010, è viziata da illegittimità in quanto priva del necessario parere paesaggistico del MIBAC e l’impianto è tuttora sotto sequestro giudiziario.

Il 16 settembre 2016 si è ripresa la conferenza dei servizi presso l’Area Rifiuti della Regione Lazio riguardo la concessione dell’AIA all’impianto TMB alla quale erano presenti i funzionari regionali, i rappresentanti dei comuni di Guidonia e Fonte Nuova, la ASL e lo Spresal ( servizio di prevenzione e sicurezza in ambienti di lavoro), oltre a diverse Associazioni locali aderenti al CRA e le estreme divergenze tra la Regione ed il comune di Guidonia da una parte ed il comune di Fonte Nuova e le varie Associazioni dall’altra, rispettivamente pro AIA del 2010 e contro quell’autorizzazione, hanno fatto si che la riunione fosse sospesa e tutto il “pacchetto” inviato al Consiglio dei Ministri per sbrogliare la matassa, anche in virtù del fatto che il TAR del Lazio ha espresso sentenza favorevole al rinnovo dell’autorizzazione regionale del 2015 e quindi all’utilizzo del TMB volendo, come da norma, separare i procedimenti amministrativi da quelli penali concernenti lo stesso impianto.

Ad oggi ancora il Consiglio dei Ministri non si è espresso, pertanto tale impianto allo stato attuale non può essere considerato una legittima preesistenza, e solo gli esiti giudiziari e amministrativi successivi potranno determinarne la permanenza o l’abbattimento.Un conto è il TMB ed un altro è il sesto invaso.

Il sesto invaso è stato chiuso dalla guardia forestale nel 2014 causa l'inquinamento delle falde acquifere risulatando cosi' impossibile il suo utilizzo. Prima della chiusura la Regione aveva dato il permesso per mettere un surplus di immondizia del 10% del limite massimo ma, oltre la procedura di infrazione avviata dalla comunità europea perché il tal quale non si poteva più versare in discarica , la chiusura per inquinamento ha messo definitivamente la parola fine.

Quindi né Virginia Raggi né altri amministratori locali hanno potere decisionale in merito.

Comunque sia tutti i rappresentanti del Movimento 5 Stelle che ricoprono attualmente ruoli istituzionali ed anche quelli che si stanno candidando nelle prossime elezioni comunali si sono già espressi in maniera esplicita e determinata ad impedire l’uso di questo impianto sia per i 49 comune dell’hinterland della capitale, per il quale inizialmente era stato costruito, sia per i rifiuti della capitale stessa. Il nostro programma punta all'obiettivo " Rifiuti Zero" e qualsisi altra ipotesi rimane una pretestuosa illazione.

Deprechiamo taluni politici locali appartenenti  che pur di avere vantaggi elettorali sono pronti a pubblicare false informazioni, cercando di truffare i Cittadini che si apprestano al voto. Il Cittadino informato rimane per noi la vera risorsa, perchè attraverso la trasparenza possiamo cambiare Fonte Nuova

 

#NOISIAMOPRONTI


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